giovedì 16 dicembre 2021

Bacone: il potere della scienza

 Francesco Bacone, nome italianizzato da Francis Bacon (1561-1626) è considerato  l' interprete e cantore del valore e delle possibilità della scienza moderna, una scienza proiettata nella dimensione pratica anche in virtù della stretta connessione con la tecnica.

Secondo Bacone, Dio ha dato all'uomo la supremazia su tutte le creature e quindi la più grande ambizione che l' uomo possa nutrire è il dominio sulla natura., facendola obbedire alle sue leggi, conoscendola e rispettando l' intima essenza.


Nel Seicento in Inghilterra nasce una nuova figura intellettuale: l' esperto di tecnologia, il "practitioner". Si tratta di nuovi profili professionali che si contrappongono al sapere arroccato alla tradizione. All' interno di questa svolta si situa la critica di Bacone alla filosofia aristotelica-scolastica.

Bacone è convinto che il progresso della conoscenza debba rappresentare il parto maturo della moderna civiltà. Gli uomini hanno cambiato mentalità: anziché privilegiare lo studio dei testi antichi, hanno preferito restaurare "il contatto della mente con le cose".


Bacone osserva che nelle arti meccaniche si registrano continui progressi, mentre nella filosofia vige il principio di autorità. Questo limita lo sviluppo del sapere, che è divenuto sterile e arido. Per Bacone i moderni superano gli antichi perché hanno accumulato maggiori esperienze. La verità è "figlia del tempo" e si rivela gradualmente all' uomo attraverso i contributi che si accumulano nella storia.

Bacone "combatte" contro i maghi e gli astrologi, per il fatto che si servono di una lingua enigmatica, incomprensibile alla gente comune. La scienza invece è chiara e non ammette segreti. Magia e scienza hanno una differente finalità: la magia serve a suggestionare e sottomettere le persone alla sua influenza, mentre la scienza mira a conseguire vantaggi per gli uomini.

Bacone scrive la sua opera più celebre, il Novum Organum, dove troviamo la celebre dottrina degli idoli, i pregiudizi che ostacolano il raggiungimento della verità. Gli idoli sono di 4 tipi:

Al primo posto troviamo i "pregiudizi della tribù", definiti tali perché radicati nella specie umana e perciò appartenenti a tutti gli uomini.

Al secondo posto troviamo i "pregiudizi della spelonca", che sono le singole idee, convinzioni, abitudini mentali che l' individuo assimila per effetto dell'educazione, dell'ambiente, degli amici, delle letture, delle esperienze personali.

Al terzo posto Bacone pone i "pregiudizi del mercato" o "pregiudizi della piazza", ossia i pregiudizi che derivano dalla tirannide delle parole, dalla vuota retorica o dalla scorretta attribuzione dei vocaboli alle cose. Le parole generano due specie di pregiudizi: quando indicano cose che non esistono e quando indicano cose che esistono, ma in modo impreciso e generico.

Al quarto posto troviamo i "pregiudizi del teatro", cioè i pregiudizi indotti dalle dottrine delle diverse scuole filosofiche, che secondo l' autore sono assimilabili alle favole o alle storie immaginarie che vengono rappresentate a teatro.


Secondo Bacone, tra uomo e natura si stabilisce una relazione di interdipendenza: l' uomo non può estendere i confini della propria conscenza al di là di essa, di cui deve rispettare le leggi; la natura ha bisogno dell' uomo, che è il suo "ministro" e "interprete".

Bacone utilizza determinate "tavole" , utilizzate dall' induzione per presentare alla mente una "collezione ordinata di fatti": la tavola della presenza, la tavola dell'assenza e la tavola delle comparazioni. Attraverso esse il ricercatore può osservare i fenomeni in modo ordinato e preciso. La funzione delle tavole consiste nel predisporre il materiale empirico, organizzandolo e catalogandolo, per consentire all'intelletto di avanzare la prima ipotesi.

Bacone scrive un'altra importante opera, la Nuova Atlantide, scritta sul modello delle città utopiche descritte da Platone, Tommaso moro e Tommaso Campanella, che delinea un'ideale città della scienza e della tecnica. Si tratta di un laboratorio sperimentale, con una divisione razionale del lavoro, dove scienziati conducono esperimenti di ogni tipo.



Nessun commento:

Posta un commento

Dal dubbio metodico all'intuizione del cogito

 Cartesio ritiene, in contrasto con larga parte della cultura del suo tempo, che la conquista del sapere non sia impossibile né difficile, a...