domenica 26 dicembre 2021

Dal dubbio metodico all'intuizione del cogito

 Cartesio ritiene, in contrasto con larga parte della cultura del suo tempo, che la conquista del sapere non sia impossibile né difficile, a patto che si osservino alcune regole essenziali nella ricerca della verità.

Cartesio scrive il Discorso sul metodo, un'opera dove l' autore sottolinea che il buon senso è la cosa meglio distribuita del mondo, in quanto tutti la possiedono. Tuttavia, non basta essere dotati di buona intelligenza: l' essenziale è applicarla bene.

L' autore da una definizione della parla metodo, che significa "via" o "sentiero" che consente di raggiungere la verità. Egli osserva fin  dall' opera giovanile Regole per la guida dell' intelligenza (1628) che l' aritmetica e la geometria dispongono di un ottimo metodo, perché vertono su un oggetto ben definito e chiaro.

Cartesio formula quattro regole che secondo lui deve seguire chi intende intraprendere la ricerca della verità.

La prima è la regola dell' evidenza, che prescrive di accogliere come vero soltanto ciò che è evidentemente tale, ossia quello che la mente può intuire senza alcuna confusione. Secondo Cartesio infatti, la chiarezza e la distinzione sono i contrassegni della verità.

La seconda è la regola dell'analisi, che prescrive di dividere ogni problema nelle sue parti elementari: risolte individualmente, esse rendono più facile la soluzione del problema stesso.

La terza è la regola della sintesi, che prescrive di procedere nella conoscenza passando da oggetti semplici a quelli complessi. Tale regola presuppone l' idea che tutte le verità derivino le une dalle altre, secondo un ordine deduttivo matematico, e siano legate reciprocamente tra loro.

La quarta è la regola dell' enumerazione, che prescrive di fare sempre enumerazioni complete e revisioni generali, cosi da essere sicuri di non omettere nulla.

Alla base del metodo c'è l'esigenza di dare un ordine alla mente nella ricerca della verità. Il metodo è uno strumento essenziale per avanzare nell' indagine scientifica, ma da solo non è in gradi di garantire la certezza delle nostre conoscenze.

Per la ricerca della verità il dubbio cartesiano viene definito metodico. Il dubbio cartesiano è "metodico", ossia è un procedimento metodologico finalizzato alla costruzione di una conoscenza solida e incontrovertibile su cui fondare tutto l' edificio della conoscenza.

Il dubbio poi raggiugine una dimensione dove diventa universale, chiamato "dubbio iperbolico", dovuto dalla conclusione che ciò che vedo, sento, immagino e giudico sia falso e ingannevole.

Cartesio sviluppa inoltre la celebre frase "Io penso, dunque io esisto" ( in latino cogito, ergo sum). Secondo lui, per ingannarmi (o essere ingannato) devo esistere: io penso, io esisto.


Per criticare il cogito, gli studiosi accusano il filosofo di aver adoperato un sillogismo in cui manca la premessa maggiore. Il sillogismo dovrebbe avere la seguente forma:

  1. premessa maggiore: "tutto ciò che pensa esiste 
  2. premessa minore: "io penso"
  3. conclusione: "io esisto"
Cartesio risponde sostenendo che cogito, ergo sum si basa su un'intuizione immediata, in virtù della quale chi pensa o dubita percepisce la propria esistenza di essere pensante come un'evidenza certa e inconfutabile.

Cartesio infine sostiene che l' unica certezza è rappresentata dal cogito, cioè l' intuizione immediata del proprio esistere come soggetto pensante.


giovedì 16 dicembre 2021

Bacone: il potere della scienza

 Francesco Bacone, nome italianizzato da Francis Bacon (1561-1626) è considerato  l' interprete e cantore del valore e delle possibilità della scienza moderna, una scienza proiettata nella dimensione pratica anche in virtù della stretta connessione con la tecnica.

Secondo Bacone, Dio ha dato all'uomo la supremazia su tutte le creature e quindi la più grande ambizione che l' uomo possa nutrire è il dominio sulla natura., facendola obbedire alle sue leggi, conoscendola e rispettando l' intima essenza.


Nel Seicento in Inghilterra nasce una nuova figura intellettuale: l' esperto di tecnologia, il "practitioner". Si tratta di nuovi profili professionali che si contrappongono al sapere arroccato alla tradizione. All' interno di questa svolta si situa la critica di Bacone alla filosofia aristotelica-scolastica.

Bacone è convinto che il progresso della conoscenza debba rappresentare il parto maturo della moderna civiltà. Gli uomini hanno cambiato mentalità: anziché privilegiare lo studio dei testi antichi, hanno preferito restaurare "il contatto della mente con le cose".


Bacone osserva che nelle arti meccaniche si registrano continui progressi, mentre nella filosofia vige il principio di autorità. Questo limita lo sviluppo del sapere, che è divenuto sterile e arido. Per Bacone i moderni superano gli antichi perché hanno accumulato maggiori esperienze. La verità è "figlia del tempo" e si rivela gradualmente all' uomo attraverso i contributi che si accumulano nella storia.

Bacone "combatte" contro i maghi e gli astrologi, per il fatto che si servono di una lingua enigmatica, incomprensibile alla gente comune. La scienza invece è chiara e non ammette segreti. Magia e scienza hanno una differente finalità: la magia serve a suggestionare e sottomettere le persone alla sua influenza, mentre la scienza mira a conseguire vantaggi per gli uomini.

Bacone scrive la sua opera più celebre, il Novum Organum, dove troviamo la celebre dottrina degli idoli, i pregiudizi che ostacolano il raggiungimento della verità. Gli idoli sono di 4 tipi:

Al primo posto troviamo i "pregiudizi della tribù", definiti tali perché radicati nella specie umana e perciò appartenenti a tutti gli uomini.

Al secondo posto troviamo i "pregiudizi della spelonca", che sono le singole idee, convinzioni, abitudini mentali che l' individuo assimila per effetto dell'educazione, dell'ambiente, degli amici, delle letture, delle esperienze personali.

Al terzo posto Bacone pone i "pregiudizi del mercato" o "pregiudizi della piazza", ossia i pregiudizi che derivano dalla tirannide delle parole, dalla vuota retorica o dalla scorretta attribuzione dei vocaboli alle cose. Le parole generano due specie di pregiudizi: quando indicano cose che non esistono e quando indicano cose che esistono, ma in modo impreciso e generico.

Al quarto posto troviamo i "pregiudizi del teatro", cioè i pregiudizi indotti dalle dottrine delle diverse scuole filosofiche, che secondo l' autore sono assimilabili alle favole o alle storie immaginarie che vengono rappresentate a teatro.


Secondo Bacone, tra uomo e natura si stabilisce una relazione di interdipendenza: l' uomo non può estendere i confini della propria conscenza al di là di essa, di cui deve rispettare le leggi; la natura ha bisogno dell' uomo, che è il suo "ministro" e "interprete".

Bacone utilizza determinate "tavole" , utilizzate dall' induzione per presentare alla mente una "collezione ordinata di fatti": la tavola della presenza, la tavola dell'assenza e la tavola delle comparazioni. Attraverso esse il ricercatore può osservare i fenomeni in modo ordinato e preciso. La funzione delle tavole consiste nel predisporre il materiale empirico, organizzandolo e catalogandolo, per consentire all'intelletto di avanzare la prima ipotesi.

Bacone scrive un'altra importante opera, la Nuova Atlantide, scritta sul modello delle città utopiche descritte da Platone, Tommaso moro e Tommaso Campanella, che delinea un'ideale città della scienza e della tecnica. Si tratta di un laboratorio sperimentale, con una divisione razionale del lavoro, dove scienziati conducono esperimenti di ogni tipo.



venerdì 3 dicembre 2021

Galilei: la nascita della scienza moderna

 A Galileo si deve la prima verifica di tipo empirico della teoria copernicana, che con Galilei perde il carattere di mera ipotesi per diventare una vera e propria teoria scientifica, dotata di un significato fisico oggettivo. 

La novità della posizione di Galileo consiste nel sostenere che il copernicanismo rispecchia la vera struttura fisica dell'universo. Galileo nel 1609 punta il telescopio al cielo e si convince che il Sole è al centro del nostro sistema planetario.


L' importanza di Galileo consiste nel fatto che  ha contribuito in gran parte alla riformulazione delle basi metodologiche della scienza moderna.

Galileo nasce a Pisa nel 1564, compì la sua formazione a Firenze e insegnò all' università di Pisa, per poi passare a Padova nel 1592 fino al 1610. Nel 1609 ha notizie dell'invenzione del cannocchiale in Olanda e ne costruisce uno, chiamandolo poi telescopio, per osservare i corpi celesti. con esso individuò la presenza di macchie solari e stabilire che la Luna aveva catene montuose, crateri e valli simili alla Terra. Inoltre scopre i quattro satelliti di Giove, denominati "medicei" in onore della famiglia de' Medici.

Il copernicanesimo fu condannato dalla Chiesa il 12 novembre 1612. Galileo allora inizia a studiare la Bibbia, per chiarire la natura dei rapporti tra fede e scienza e contestare le accuse di eresia.

Secondo lui, tra scienza e fede non c'è contraddizione, ma separazione di competenze, essendo ambiti differenti con linguaggi diversi. Tuttavia la Chiesa si fece più aggressiva Galileo fu intimato di abbandonare l'ipotesi copernicana. Quando papa Urbano VIII era in carica però, Galileo godette di un periodo di page e tranquillità e creo la sua opera più significativa, il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, tolemaico e copernicano, con l' obbiettivo di far trionfare la verità della scienza copernicana. L' opera, che inizialmente aveva l' approvazione ecclesiastica, fu subito censurata e Galileo obbligato a recitare ." Abiuro, maledico, e detesto i suddetti errori ed eresie." Morì l' 8 gennaio 1642.


Alla base del metodo galileiano c' è una serrata critica al "principio di autorità". Il sapere che si richiama a tale principio è per Galileo una costruzione astratta incentrata sull'esegesi dei testi tradizionali, senza riscontro con la realtà. Il sapere tradizionale è accusato da Galileo di "essenzialismo" e "finalismo". Essenzialismo perché ricerca l'essenza o l'intima natura dei fenomeni naturali. Finalismo perché considera le parti che compongono la natura fisica come orientale all'utilità dell'uomo.


Il metodo galileiano si caratterizza innanzitutto per l' attenzione verso l' osservazione dei fenomeni naturali. Galileo parla di "sensate esperienze", ossia esperienze compiute mediante i sensi, in particolare la vista. All' epoca contavano di più le scritture che l' osservazione di un fenomeno.

Per Galileo il metodo galileiano deve essere complementare all'approccio ipotetico-deduttivo, cioè il procedimento che consente di inferire determinate conclusioni partendo da un'intuizione di base, quindi di formulare un'ipotesi attraverso deduzioni logico-matematiche. (le "necessarie dimostrazioni"). Un esempio del ruolo ipotetico-deduttivo è dato dalla legge secondo cui per Galileo tutti i corpi cadono alla stessa velocità in assenza di attrito.


Le ipotesi e le teorie devono sempre ottenere il "cimento", la verifica o conferma sperimentale del fenomeno. Per Galileo lo scienziato deve realizzare in laboratori esperimenti per riprodurre in modo semplificato i fenomeni naturali, senza gli elementi e circostanze che possono alterarne l' attuazione.


Galileo distingue le qualità oggettive e le qualità soggettive. Le qualità oggettive sono quelle caratteristiche quantitative e misurabili che ineriscono ai corpi in se stessi, come la grandezza, il numero, la figura, il tempo ecc...  Le qualità soggettive sopno quelle che esistono solo in relazione ai nostri organi di senso, come il colore, l'odore, il sapore.


mercoledì 24 novembre 2021

Galilei e la Rivoluzione Scientifica

 Tra il Cinquecento e gli inizi del Seicento nasce in Europa un nuovo metodo basato sull’osservazione dei fenomeni naturali e sull’applicazione del metodo matematico. Questo metodo è indicato con l’ espressione “rivoluzione scientifica”. I più importanti protagonisti sono Copernico, Brahe, Keplero, Galilei, Bacone e Cartesio.


Ciò che contraddistingue la scienza moderna rispetto a quella degli antichi è il metodo, che si basa su due elementi fondamentali:

  • l’ osservazione sistematica dei fenomeni naturali

  • l’ applicazione del calcolo matematico alla misurazione dei dati osservati

Per quanto riguarda il primo aspetto, il lavoro del ricercatore si avvale del contemporaneo sviluppo della tecnica.

Grazie al secondo aspetto, l’ applicazione del calcolo matematico, i fenomeni possono essere esaminati per la prima volta con rigorosa precisione.


Rispetto alla vecchia scienza aristotelica, che si concentrava sulla qualità dei fenomeni naturali, i nuovi ricercatori studiano invece i fenomeni per quello che rivelano ai loro occhi di attenti indagatori e adoperano lo strumento matematico per le proprie misurazioni.


Un aspetto della nuova scienza è la critica al “principio di autorità”. Galileo contesta i procedimenti conoscitivi del sapere tradizionale, che chiudeva gli occhi di fronte ai fatti per richiamarsi alle affermazioni contenute nei testi dei filosofi antichi o alla tradizione biblica.


La natura è intesa come il regno dell’ordine causale governato da leggi che l’ uomo deve scoprire, e diviene oggetto di studio rigorosamente scientifico.


L’ epicentro della rivoluzione scientifica è rappresentato dall’astronomia, una disciplina che subisce una profonda trasformazione metodologica.

Copernico, Galilei e Keplero sono i protagonisti principali del passaggio dalla teoria geocentrica alla teoria eliocentrica. Essi affermano che la Terra non è al centro dell’universo e si muove.


La teoria geocentrica del geografo e matematico Tolomeo attribuiva alla Terra una centralità che esaltava la dignità e la perfezione dell’uomo e favoriva la visione antropocentrica del mondo, in cui era tutto ordinato e finalizzato all’esistenza umana.

A partire dal Cinquecento, gli scienziati giunsero alla conclusione che il modello geocentrico era incapace di dar torto dei fenomeni e che era necessario abbandonarlo.

Galilei, Copernico e Keplero edificarono un nuovo sistema, definito “eliocentrico”, perché pone il Sole al centro, e può essere sintetizzata con:

  • La Terra non è né immobile né al centro dell’universo

  • la distinzione di origine aristotelica tra una fisica celeste e una fisica terrestre viene rigettata

  • l’ universo viene ad assumere i caratteri dell’infinità



lunedì 15 novembre 2021

Giordano Bruno

Nel Seicento nasce il filosofo Giordano Bruno, l’ entusiasta cantore della natura, oltre che della rivoluzione astronomica avviata da Copernico.

Egli è l’ artefice della moderna concezione dell’infinito; infatti afferma che l’ universo è uno spazio infinito, costituito da infiniti mondi. Questa concezione si basa sull’assunto che l’ universo abbia una causa e un principio primo infinito che si identifica con Dio stesso.

Dio è anche “mens insita omnibus", cioè "la mente insita in tutte le cose”, il principio razionale immanente del mondo. In questo senso è “anima del cosmo” che contiene tutte le idee e plasma la materia. Forma e materia, idee e cose, risultano non sostanze separate, ma aspetti dell’unica sostanza universale e infinita rappresentata dalla natura divina.


Questa è una visione panteistica, in cui Dio coincide con la natura della sua totalità e creatività senza limite. L’ universo è un unico grande essere animato in cui gli enti, compresi gli uomini non sono che singole manifestazioni e in cui ogni cosa è inserita in un ordine gerarchico e collegata a tutte le altre.

L’ uomo, in quanto partecipe dell’ordine dell’universo, può impadronirsi delle sue leggi e conquistarne i segreti.


Per Bruno, lo spazio non solo è infinito, coincidendo con l’ infinita creatività della natura divina, ma contiene infiniti mondi. In tale universo tutto è centro e periferia al tempo stesso e ogni stella può essere un sole al centro di altri universi: l’ infinitamente grande coincide con l’ infinitamente piccolo, il massimo con il minimo. Riecheggiano in questa visione le tesi dell’opera La dotta ignoranza di Cusano.


Conseguenza di questa concezione è che la Terra e l’ uomo sembrano non occupare più quel posto privilegiato. Queste tesi sono rivoluzionarie per l’ epoca e mettono in dubbio l’ intera visione del mondo della Chiesa.

A causa di questo verrà successivamente bruciato sul rogo nel 1600 a Campo dei fiori, una piazza di Roma.

Per Bruno la caduta dei confini del cosmo rappresenta al contrario una valorizzazione di tutti gli enti che in esso sono contenuti, che risultano dotati di pari dignità in quanto parte di una medesima sostanza divina e infinita.


L’ uomo è partecipe del processo creativo di Dio. A tal proposito Bruno nella sua opera Lo spaccio della bestia trionfante, esalta l’ uomo che dagli dei ha ricevuto in dono la capacità di contemplare e trasformare il mondo.

Ciò che differenzia l’ uomo dagli altri animali è il possesso dell’intelletto e delle mani, uno strumento con cui può manipolare la materia, piegandola ai propri scopi e progetti.

In tale prospettiva la capacità pratica e intellettiva risultano entrambe fondamentali per la comprensione e la trasformazione delle cose in vista del progresso tecnico e scientifico.


Nell’opera Degli eroici furori il filosofo immagina che l’ uomo si innalzi all’amore della natura, identificandosi con essa.

L’ uomo che si lascia prendere dall’ ”eroico furore”, cioè dal desiderio di conoscenza, si sottrae ai desideri bassi e volgari, dedicandosi alla ricerca della natura.




lunedì 1 novembre 2021

Telesio e Campanella

Bernardino Telesio anticipa nella sua opera "La natura secondo i propri principi" la concezione di guardare la natura con gli occhi dello scienziato, che osserva, analizza, avanza ipotesi e spiegazioni. In essa l' autore afferma che l' uomo non deve imporre schemi a priori alla natura, ma scoprire le leggi che ne regolano la vita.

Queste leggi si identificano con l' azione del caldo, forza dilatante e principio di movimento, e il freddo, forza condensante e principio di immobilità. Per Telesio, le forze e la materia, non possono essere separate. La sostanza, che è nata dall'unione di forza e materia, ha un carattere dinamico, consistendo in una storia incessante di generazione, trasformazione e rigenerazione.,

Secondo Telesio, i filosofi e gli scenziati non hanno avuto l' umiltà di osservare come le cose si verificano effettivamente, ma hanno proiettato su di esse caratteristiche e proprietà che esistevano soltanto nella loro immaginazione. In questo modo hanno tradito i principi della natura e si sono costruiti " un mondo a loro arbitrio".

Telesio attribuisce una preminenza assoluta alla percezione sensibile e ritiene che tale sensibilità sia presente in tutto l’ universo. Anche gli oggetti materiali hanno una forma di sensibilità, cioè possono percepire la modificazione del loro stato provocata dal contatto con gli altri corpi. Non c’è differenza quindi tra organico e inorganico, perché tutti gli esseri, in modo più o meno perfetto, sono dotati della medesima facoltà del sentire.



Al pensiero di Telesio si ispira Tommaso Campanella, un frate domenicano processato dall’Inquisizione dopo l’ accusa di eresia per l’ adesione al naturalismo e al sensismo di Telesio.

L’ aspetto importante della sua filosofia riguarda la rivalutazione culturale e pedagogica della natura.

Egli sostiene l’ universale animazione di tutte le cose del mondo. Queste, al pari degli animali e degli uomini, sono dotate di sensibilità.

L’ esperienza sensibile è il fulcro dell’ attività conoscitiva: a differenza della ragione i sensi non hanno bisogno di prove e garantiscono una conoscenza certa.

Secondo Campanella, Dio crea e governa il mondo attraverso i tre principi fondamentali dell’essere:

  • la potenza

  • la sapienza

  • l’ amore

La sua opera più nota è La città del sole, dove il filosofo propone un modello ideale di società, che egli si allude di poter realizzare concretamente.

In questa città la famiglia è abolita, la proprietà privata e la schiavitù aborrite e il lavoro è considerato un grande valore.

Riguardante la formazione dei ragazzi sottolinea non solo la necessità di un’ istituzione basata sull’osservazione diretta delle cose, ma anche il bisogno di sradicare dal mondo l’ ignoranza.





mercoledì 20 ottobre 2021

Umanesimo e Rinascimento: Da Telesio a Montaigne

Il termine Umanesimo designa la centralità che viene ad assumere in questo periodo la riflessione sull' uomo; in secondo luogo indica l' orientazione verso le humane litterae e non più verso la "scienza divina".
Durante il periodo dell' Umanesimo si propone il ritorno al mondo classico e si colloca l' uomo, la sua dignità e libertà al centro.
Questo pensiero darà vita al cosiddetto Rinascimento.

Umanesimo e Rinascimento affermano la centralità dell' uomo nel cosmo, che va a sostituirsi al ruolo di Dio nel Medioevo.
I pensatori pensano che Dio abbia affidato all' uomo il dominio sulla terra. Attraverso l' intelligenza l' uomo riesce a impadronirsi dei segreti della natura e controllarla.

Gli umanisti mirano a ripristinare il testo nella sua forma originale attraverso il confronto delle redazioni esistenti e l' interpretazione del pensiero degli autori antichi.

Con l' Umanesimo la filologia diventa una scienza vera, accurata e precisa. Il latino si diffonde come lingua della comunicazione filosofica e letteraria.

Il termine Rinascimento indica un movimento umanistico con un profondo rinnovamento in tutti i campi , artistico, religioso, filosofico e scientifico.
Si rivaluta la negativa considerazione per il Medioevo, prima visto come epoca senza reale valore culturale.
Lo studio rigoroso dei testi classici è visto come funzionale a un reale progresso pratico degli uomini.

La cultura si offre come stile di vita e si diffonde oltre le mura accademiche per raggiungere la società civile.

Martin Lutero afferma con la Riforma protestante il "libero esame" delle scritture, ossia che ognuno si doveva rapportare al testo sacro.
Il ruolo della Chiesa è quindi messo in discussione che nega il suo valore di mediatrice tra uomo e Chiesa.

Inoltre, avviene una riscoperta di Platone e Aristotele, per via dell' interessa della rinascita spirituale e religiosa dei platonici e la ricerca di uno stimolo per la ricerca razionale da parte degli aristotelici.

A Firenze nasce poi nel Quattrocento l' Accademia platonica per impulso di Marsilio Ficino, il quale cerca di rafforzare l' accordo tra platonismo e cristianesimo. La sua tesi più celebre è quella dell' anima come copula mundi ("cupola del mondo").
Tale concezione mette l' uomo al centro dell' indagine filosofica. Questo è anche il tema dell' ipera principale di Giovanni Pico della Mirandola, de hominis dignitate.

A Padova si sviluppa il pensiero aristotelico, con una mentalità razionalistica e naturalistica. Tra i più importanti troviamo Pietro Pomponazzi, che afferma che la vera essenza dell' uomo è quella corruttibile e corporea.

In conclusione, ricordiamo vari nuclei tematici, che sono:
  • L' Umanesimo e Rinascimento
  • La rivoluzione scientifica
  • L' illuminismo
  • L' idealismo tedesco

Dal dubbio metodico all'intuizione del cogito

 Cartesio ritiene, in contrasto con larga parte della cultura del suo tempo, che la conquista del sapere non sia impossibile né difficile, a...